Tra Me alla Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola!

AgoSet
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Tra Me sarà presente alla sessantanovesima edizione della Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola dal 31 agosto al 9 settembre.

Grazie alla collaborazione con ‘Sate & Sake’ porteremo a Carmagnola specialità del sud est asiatico. Justin, il nostro chef originario della Malesia e laureatosi presso l’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, vi farà conoscere nuove pietanze, piatti classici e rivisitazioni!
Non mancherà, ovviamente, il protagonista assoluto del settembre carmagnolese, il peperone!

Vi aspettiamo in Piazza Rayneri dal lunedì al sabato dalle 18.00 alle 24.00 e la domenica dalle 10.00 alle 24.00.

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Tra Me vittoriosa alla ‘Integration Cup’ organizzata da AfriChieri!

Sabato 28 luglio abbiamo partecipato vittoriosamente alla ‘Integration Cup’. I beneficiari di Altra Meta hanno giocato a calcetto e a cricket contro altre squadre di Chieri e dintorni. Una giornata all’insegna dello sport, dell’amicizia e dell’aggregazione!

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Riace in Festival 2018 – Come ogni anno torna il Festival delle migrazioni e delle culture locali

Si rinnova l’appuntamento con Riace in Festival; dal 2 al 5 agosto il piccolo comune della Locride si accende con una serie di eventi culturali che toccano, attraverso il cinema, la musica e lo spettacolo, le tematiche di immigrazione, asilo, incontro di culture dall’Italia e dal mondo e molto altro.

Scarica qui il programma completo dell’evento!

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Il saluto e il ringraziamento degli operatori del Campus Estivo di Tra Me Ragazzi!

 

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Incontro con la Polizia Municipale

Ecco altre foto del Campus estivo di Tra Me Ragazzi tra cui quelle scattate durante l’incontro con la Polizia Municipale.

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Continua il divertimento al Campus estivo di Tra Me Ragazzi

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Rassegna ‘Diritti & Rovesci’ – Come ultima proiezione proponiamo il film ‘Bulli a metà’

Lug
24
21:00

Ultimo appuntamento con il cinema d’estate a Carignano. Martedì 24 luglio proponiamo il film ‘Bulli a metà‘, la storia di Michele ed Edoardo, due bulli che, a causa dell’ennesimo episodio di violenza contro un insegnante, vengono espulsi dalla scuola. L’iscrizione in un nuovo istituto e in classi separate metterà a dura prova la loro amicizia ma gli consentirà di cambiare stile di vita, comprendendo gli errori del passato e imparando da essi.

Vi aspettiamo martedì 24 luglio alle ore 21 al Teatro Alfieri, in via Savoia 50, a Carignano.

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Altri momenti formativi e divertenti del Campus estivo

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Migranti: diamo i numeri…quelli reali.

Oim, 1.443 morti nel Mediterraneo nel 2018 – Un totale di 50.872 migranti e rifugiati sono giunti in Europa via mare dall’inizio del 2018 al 15 luglio scorso e 1.443 persone sono morte mentre tentavano di raggiungere le coste europee, ha indicato l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). La rotta del Mediterraneo centrale verso l’Italia resta la più letale, con 1.104 vittime registrate dall’inizio del 2018, quasi quattro volte il numero di annegamenti notificati sulla rotta per la Spagna (294), benché i numeri degli arrivi nei due Paesi siano quasi identici.

Sempre secondo i dati dell’Oim, la Spagna ha superato l’Italia per numero di arrivi di migranti dall’inizio dell’anno al 15 luglio: 18.016 quelli sbarcati sulle coste spagnole, lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, rispetto ai 17.827 arrivati attraverso la rotta centrale dalla Libia all’Italia. In Spagna non si ferma intanto l’emergenza, con oltre 892 persone tratte in salvo nel solo fine settimana al largo delle coste andaluse.

Frontex, -87% arrivi in Italia a giugno – Il numero di migranti arrivati in Italia a giugno attraverso la rotta centro-mediterranea è crollato a 3.000, l’87% in meno di giugno 2017. Mentre per la prima volta la rotta del Mediterraneo occidentale diventa la più attiva e il numero degli arrivi in Spagna è schizzato a 6.400, il 166% in più di giugno 2017. In generale, nella prima metà del 2018 il numero degli attraversamenti irregolari nella Ue (60.430) è quasi dimezzato rispetto a un anno fa.

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Ecomori, chi sono i migranti che aiutano i poveri italiani

Tra Me collabora da tempo con l’associazione ‘Eco dalle Città’ e con il suo presidente Paolo Hutter. Progettiamo e proponiamo insieme a loro attività per la tutela ambientale e la sensibilizzazione anche attraverso l’accoglienza. Condividiamo il suo pensiero e riportiamo il suo articolo scritto per Il Fatto Quotidiano:

– Pure in uno scontro aperto ed epocale come quello sulla immigrazione forse è possibile fare e proporre delle cose che possono essere apprezzate anche da chi ha dei punti di vista molto diversi. Cose che possono essere interpretate in modo parzialmente diverso, funzionali a narrazioni anche diverse, ma positive perché non tolgono niente a nessuno, e forse consentono di ridimensionare una parte del contenzioso. Mi riferisco in generale alle migliori pratiche già in corso in vari comuni italiani con richiedenti asilo durante il periodo dell’accoglienza o subito dopo. Non è vero che ci siano solo speculazione, o parassitismo, o perdite di tempo o assistenzialismo vuoto. Ci sono anche delle esperienze positive. In particolare voglio accennare a una attività in cui i richiedenti asilo (in genere africani neri) aiutano direttamente persone in povertàitaliani o immigrati da lungo tempo. In alcuni mercati di Torino, Milano e Roma sono già attivi alcuni “ecomori” ( è una definizione autoironica che mette insieme il “colore della pelle” e il carattere ecologico delle azioni) che insieme ad attivisti delle associazioni Eco dalle Città Recup raccolgono a fine mercato le eccedenze, quella parte di ortofrutta invenduta che gli ambulanti stessi non ritengono di conservare per il giorno dopo.

Non le raccolgono per sé ma per redistribuirle, a fine mercato, a chi viene a cercare un po’ di cibo gratis (che siano indigenti secondo i canoni tradizionali o “freegans” appassionati). Così si assiste alla scena, simbolica ma estremamente concreta della mano nera che mette il frutto o l’ortaggio nella mano bianca. Questa attività è finora perlopiù volontaria, ed è ancora largamente al di sotto delle potenzialità. Sono tanti i mercati e sono tanti i richiedenti asilo che hanno energia da dedicare a questo tipo di esperienza, tanto più che si tratta di un lavoro di sole due ore. Si stanno però anche sperimentando delle forme di retribuzione almeno parziale, o di tirocinio retribuito. C’è un fondamento economico che va anche al di là del valore del cibo recuperato, ed è il contributo  che questa azione da alla riduzione dei rifiuti da gestire, ed eventualmente alla raccolta differenziata.

Credo che ragionando con un po’ di creatività, ci siano anche altre attività in cui i richiedenti asilo, o i neo-rifugiati possono essere di aiuto diretto concreto e immediato alle fasce più disagiate della popolazione e non solo indirettamente tramite la pulizia di parchi e giardini, forse l’unica attività di volontariato che è stata finora praticata, e neanche in larga scala.

Come dicevo in premessa, c’è chi può interpretare queste attività come una forma di restituzione della assistenza ricevuta nell’accoglienza, oppure come una forma di protagonismo finalizzata a formarsi per entrare con forza nella società. O tutte due le cose. A mio parere, tanto per intenderci e per evitare estremizzazioni in un senso o nell’altro, non può essere un’attività obbligatoria né viceversa una attività da proibire come se fosse lavoro nero o forzato. Nella situazione italiana, nel reale, come nel percepito, può essere una strada valida da percorrere: di intelligenza sociale -.

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