Presentazione del libro “In direzione del cuore. Dalla Somalia alla Danimarca. Il viaggio di una vita” di Adar Abdi Pedersen

L’Associazione Tra Me organizza la presentazione del libro “In direzione del cuore. Dalla Somalia alla Danimarca. Il viaggio di una vita” (Neos edizioni) di Adar Abdi Pedersen. Sono previsti ben 2 momenti di incontro, uno mercoledì 26 settembre a Torino, l’altro giovedì 4 ottobre a Carmagnola.

 

Mercoledì 26 settembre 2018 – ore 18.00

Presso Casa del Quartiere di San Salvario

Via Oddino Morgari 14 – Torino

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Giovedì 4 ottobre 2018 – ore 21.00

Presso la sede di Tra Me

Via Sanfrè 4 – Carmagnola (To)

 

Con l’autrice Adar Abdi Pedersen intervengono l’editore Silvia Maria Ramasso e Suad Omar, Coordinatrice Sottocommissione Integrazione, Immigrazione, Educazione Interculturale della Circoscrizione 8 di Torino.

Dalla Somalia, a Torino, alla Danimarca, è un viaggio infinito quello di Adar Abdi Pedersen, lungo migliaia di chilometri e iniziato oltre cinquant’anni fa; una storia di determinazione, di coraggio e di solidarietà; un percorso di emancipazione ancora in corso verso la conquista dei diritti civili inalienabili per tutte le donne del mondo. Fin da piccola, in Somalia, Adar ha dovuto lottare per la propria libertà, per andare a scuola, per non diventare una sposa bambina, per cercare di far accettare un nuovo sistema di valori alla sua famiglia. Ma per la sua cultura questi diritti non spettano a una donna, e quando avrà una figlia, dopo essere stata violentata da un marito non voluto, verrà perfino messa in discussione la sua maternità.

Comincia allora il suo cammino di indipendenza, dapprima verso la Mogadiscio degli anni della rivoluzione socialista, poi verso l’Italia, a Torino, durante gli Anni di Piombo, per proseguire dopo quasi quattro lustri in Danimarca, dove, grazie alla sua esperienza, Adar aiuta gli immigrati somali, in fuga da una tremenda guerra civile, a integrarsi nella società europea.

Il contrasto però tra lei e le nuove generazioni di immigrati è evidente, in particolare nel rapporto con la figlia, finalmente ritrovata ma indissolubilmente legata alle tradizioni della famiglia, del tutto smarrita in un contesto civile europeo, facile preda dell’integralismo.

Solo nei giovanissimi nipoti vede infine realizzarsi il sogno di crescere giovani somali finalmente affrancati da consuetudini millenarie e oppressive, proiettati verso un futuro di pace e giustizia.

Adar Abdi Pedersen è nata a Mogadiscio nel 1947. Dopo un matrimonio imposto in età giovanissima e la nascita della figlia, in cerca di un luogo dove venissero rispettati i diritti civili delle donne, è emigrata dal suo paese ed è arrivata a Torino durante gli “anni di piombo”; qui ha lavorato come infermiera professionale e ha svolto attività politica e sindacale. Dopo più di quindici anni ha lasciato l’Italia per raggiungere la Danimarca dove si è sposata e tuttora vive, occupandosi come volontaria dell’integrazione degli immigrati.


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ven, settembre 14 2018 » Attualità, In evidenza, Incontri, Libri e autori »

I richiedenti asilo volontari a Terra Madre

Il servizio che è andato in onda su GRP sulla nostra giornata di formazione ai richiedenti asilo che parteciperanno a Terra Madre come volontari.

 

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gio, settembre 13 2018 » Attualità, In evidenza »

Magliette rosse: un’onda di umanità ha travolto l’intero paese

Magliette rosse sabato 7 luglio per fermare l’emorragia di umanità. Sono migliaia le adesioni di associazioni, comitati, scuole, musicisti, giornalisti, scrittori, singoli cittadini che hanno risposto all’appello “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità” promosso da Libera, Gruppo Abele, Arci, Legambiente e ANPI. Un paese intero si è colorato di magliette rosse per ricordare i tanti bambini migranti morti in mare e, in generale, di chi ha perso la vita nelle traversate.

Torino – foto di Piero Chiariglione (more…)

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lun, luglio 9 2018 » Attualità, Fotogallery, Fotogallery, Solidarietà »

My name is Adil

Vi aspettiamo martedì sera 10 luglio alle ore 21 al Teatro Alfieri in via Savoia 50 a Carignano per il film “MY NAME IS ADIL”.

Adil è un bambino marocchino che lavora come guardiano delle pecore per conto dello zio che lo tratta quasi come uno schiavo. Adil ha un sogno, ricongiungersi con il padre che lavora in Italia e continuare a studiare. Quando a 13 anni finalmente riesce ad arrivare a Milano, si rende conto che la vita anche fuori dal Marocco non è semplice e pian piano la lontananza delle proprie radici si farà sentire.

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gio, luglio 5 2018 » Attualità, Cinema »

‘l’Espresso’ – Contratto Lega-M5s, si parla di rimpatrio. Ma per realizzarlo servono 27 anni di voli

Abbiamo calcolato tempi e costi dell’operazione per 500mila migranti. Ma non solo: il piano Salvini-Di Maio rischia di colpire gli stranieri disoccupati già integrati e di sottrarre alle imprese personale già formato

Contratto Lega-M5s, si parla di rimpatrio. Ma per realizzarlo servono 27 anni di voli

Uno dei punti principali del contratto tra Lega e 5Stelle è il rimpatrio di 500 mila stranieri irregolari. Era un capitolo del programma elettorale del leader leghista Matteo Salvini, oggi condiviso dal movimento di Luigi Di Maio. Tre domande dobbiamo però farcele. La prima: quanti sono gli immigrati irregolari in Italia? La seconda: erano già residenti regolarmente o sono arrivati negli ultimi anni di sbarchi? La terza, forse la più importante: è possibile rimpatriare forzatamente cinquecentomila persone? Già la risposta a quest’ultima, legittima domanda, come vedremo, appartiene al mondo delle fantasie: perché servirebbero ventisette anni di voli, senza nemmeno un’ora di sosta, e oltre un miliardo e mezzo di spesa, più il costo per diarie, indennità di missione, vitto e alloggio degli agenti di scorta.
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lun, maggio 21 2018 » Attualità »

A Macerata si è trattato di terrorismo.

A Macerata una caccia all’immigrato a colpi di pistola

Un barbaro episodio  contro cui le forze democratiche

devono mobilitarsi

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

 

Una mattinata di terrore a Macerata per il raid razzista di un giovane, in passato candidato della Lega, che ha esploso diversi colpi di pistola contro sei persone di origine subsahariana, di cui due ferite gravemente, e contro una sede del Pd.  A tutti i colpiti va la nostra solidarietà.

Forza Nuova dichiara apertamente il suo plauso, mentre il segretario della Lega Salvini, dopo una generica condanna di “ogni episodio illegale”, non può fare a meno di trovare una giustificazione allo sconsiderato atto di violenza attribuendolo alla rabbia per “l’invasione di immigrati” che non viene fermata. Ma speculare sulle paure, diffondere a piene mani discorsi d’odio contro le persone di origine straniera non può che portare a queste conseguenze.

Non si tratta infatti di un episodio isolato. Basta andare con la memoria a quanto successe a Firenze nel 2011, a Fermo, nelle campagne calabresi, a Castelvolturno: una violenza brutale contro persone inermi, la cui unica “colpa” è stata quella di cercare un futuro migliore nel nostro paese.

Bisogna fermare questa spirale d’odio prima che sia troppo tardi. Serve una condanna unanime, unita a una grande mobilitazione, innanzitutto culturale, per denunciare chi sull’uso disinvolto del razzismo ha costruito le proprie fortune politiche e fare in modo che sulle paure ingiustificate prevalga il senso di umanità e civiltà.

 

Roma, 3 febbraio 2018

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mer, febbraio 7 2018 » Attualità, Solidarietà »

Un po’ di giurisprudenza: ‘Cassazione: illegittima l’espulsione del richiedente asilo nel procedimento di appello’

Con l’ordinanza pubblicata lo scorso 27 luglio la Corte di Cassazione risolve i numerosi dubbi relativi all’espellibilità del richiedente protezione internazionale durante la pendenza del procedimento di appello proposto avverso il rigetto della domanda di protezione in primo grado, qualora il giudice d’appello non ne abbia disposto la sospensiva.

Il caso, simile a molti altri, riguarda uno straniero che, in pendenza dell’appello avverso la domanda di protezione internazionale, è stato espulso per avere fatto ingresso illegale nel territorio nazionale: poiché l’ordinanza di primo grado non era stato sospesa dalla Corte di Appello, ecco che il migrante retrocedeva idealmente nella condizione di irregolarità sanzionata con l’espulsione.

Osserva la Corte suprema che la sospensione del provvedimento impugnato (il rigetto della domanda di protezione internazionale) è stabilita dalla legge e permane sino al passaggio in giudicato del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che su tale questione sia intervenuta, tant’è che la cessazione dell’effetto sospensivo in caso di rigetto del ricorso in primo grado “con decreto, anche non definitivo” del Tribunale è stato recentemente introdotto dalla legge n. 46/2017 (c.d. Legge Minniti) e tale espressa previsione conferma la tesi che prima della novella la cessazione non si verificava. Di qui illegittimità anche di un eventuale provvedimento di espulsione.

Si deve quindi concludere che, per le cause di protezione internazionale che ancora proseguono con il vecchio rito (cioè quelle introdotte prima del 17.8.2017), l’effetto sospensivo del provvedimento di rigetto della domanda di protezione internazionale da parte della Commissione territoriale permane fino alla definitiva decisione del giudizio. Con ogni conseguenza anche in relazione al rinnovo del permesso di soggiorno per attesa asilo.

Fonte: Asgi

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mar, ottobre 3 2017 » Attualità » Commenti disabilitati su Un po’ di giurisprudenza: ‘Cassazione: illegittima l’espulsione del richiedente asilo nel procedimento di appello’

La mia lettera ai fratelli musulmani: denunciamo chi sceglie il terrore.

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L’appello di Tahar Ben Jelloun. “Dobbiamo scendere in massa nelle piazze e unirci contro Daesh”. “Non abbiamo bisogno di obbligare le nostre donne a coprirsi come fantasmi neri”.

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gio, luglio 28 2016 » Attualità » Commenti disabilitati su La mia lettera ai fratelli musulmani: denunciamo chi sceglie il terrore.

La misera accoglienza dei ricchi del mondo

Oxfam

I sei paesi più ricchi del mondo ospitano meno del 9% dei rifugiati su scala globale, mentre il
peso maggiore dell’accoglienza è sostenuto dai paesi più poveri.

I sei paesi più ricchi del mondo ospitano meno del 9% dei rifugiati su scala globale, mentre il peso maggiore dell’accoglienza è sostenuto dai paesi più poveri. Le economie più avanzate possono e devono fare molto di più per aiutare le persone in fuga da conflitti e violenze. (more…)

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gio, luglio 21 2016 » Attualità » Commenti disabilitati su La misera accoglienza dei ricchi del mondo

Italia senza immigrati? Case vuote, 35 mila classi e 450 mila imprese in meno

Il Censis e i numeri del modello di integrazione italiano che funziona. Avremmo il 20% di bambini nati in meno nell’ultimo anno, una scuola pubblica con 35 mila classi e 68 mila insegnanti in meno, saremmo senza 693 mila lavoratori domestici.

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Il Censis fornisce i numeri del modello di integrazione italiano che funziona. Avremmo il 20% di bambini nati in meno nell’ultimo anno, una scuola pubblica con 35 mila classi e 68 mila insegnanti in meno, saremmo senza 693 mila lavoratori domestici. (more…)

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gio, luglio 21 2016 » Attualità » Commenti disabilitati su Italia senza immigrati? Case vuote, 35 mila classi e 450 mila imprese in meno